Giovanni Nicchi non era, come hanno raccontato le televisioni, il n° 2 di Cosa Nostra: era il n.2 del clan di Antonino Rotolo, capo del mandamento di Pagliarelli. Dopo la cattura del suo superiore era finito, posato, ovvero disconosciuto come uomo d’onore. Se non fosse finito in carcere sarebbe stato ucciso dagli uomini di Lo Piccolo. È meglio morire ammazzati dalla mafia o passare qualche anno in carcere, protetti dallo stato? Ci è stato raccontato che la cattura è avvenuta a pochi metri dal palazzo di giustizia. Ma chi ci dice che Nicchi non stesse andando a costituirsi?
Gaetano Fidanzati era uscito dal carcere un anno fa. Era stato scarcerato più volte a causa dell’età e dei gravi problemi di salute: non è una persona in grado di stare in prigione. A che scopo catturarlo nuovamente, quando è certo che dovrà essere rilasciato in breve tempo per gli stessi motivi?
È quindi più che legittimo sospettare che la cattura di entrambi, all’indomani della accuse di Gaspare Spatuzza verso Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri e in concomitanza con il No-B day, sia stata una sceneggiata, un evento mediatico meticolosamente preparato per dare l’impressione che il governo stia combattendo la mafia
E infatti il 5 dicembre la notizia del giorno è stata proprio questa: la cattura di Nicchi e Fidanzati, descritti come boss mafiosi al vertice di Cosa Nostra, tra una folla esultante comparsa dal nulla, seguita dai complimenti di un primo ministro a Torino per l’inaugurazione della TAV, con il cappello da capostazione.
Va ricordato innanzitutto che gli arresti vengono effettuati da Polizia e Carabinieri, non dal governo che non può fregiarsi di nessun merito a riguardo. Poi va ricordato che le forze dell’ordine sono da anni prive dei fondi necessari per compiere il loro lavoro: devono pagarsi la benzina da soli, non hanno più straordinari, lavorano gratis sacrificando se stessi e le proprie famiglie per combattere Cosa Nostra. Infine, le leggi varate negli ultimi anni non hanno fatto altro che togliere strumenti alle forze dell’ordine, rendere più difficili le indagini. In altre parole, favorire la mafia.
Nessun merito può quindi essere attribuito al governo, che non ha fatto assolutamente nulla.
Ma la vera notizia-bomba è un’altra:
I veri poliziotti che hanno fatto quella cattura si sono vergognati e se ne sono andati e mi hanno telefonato, mi hanno detto qui stanno facendo uno schifo, perchè hanno organizzato una messinscena davanti alla questura, portando le persone loro, con i pullmann, per organizzare quell’apparente solidarietà alla polizia. Ma vi rendete conto di cos’è l’Italia? Che livello di bassezza abbiamo toccato? Che livello di mistificazione?
Gioacchino Genchi
Un altro scoop che ha fatto il giro della rete sembra confermare che si è trattato di una sceneggiata:
Notizie a orologeria
Nicchi è stato arrestato alle 14.45. Come ha fatto il Giornale a pubblicare la notizia già alle 11.18?
Il problema non è che la polizia abbia diffuso la notizia favorendo il giornale del presidente del consiglio, anche se questo dovrebbe far riflettere… ma che la notizia sia stata diffusa prima che l’arresto avesse luogo, senza alcuna garanzia che questo sarebbe effettivamente avvenuto. Se un amico, un parente o Nicchi stesso si fosse collegato al sito del Giornale, l’arresto sarebbe saltato.
A meno che questo non sia avvenuto prima.
Qui sotto è disponibile la registrazione completa dell’incontro con Gioacchino Genchi del 6 dicembre a Cervignano del Friuli (UD).
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