Carlo Taormina, l’ex legale di Silvio Berlusconi uscito dalla politica nel 2008, in un’intervista pubblicata su Piovono Rane ha ammesso esplicitamente di avere scritto leggi ad personam:
«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».
E ancora:
«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».
Fin qui, nulla di nuovo.
La parte più interessante viene dopo: da profondo conoscitore delle strategie processuali del premier, conferma l’ipotesi secondo cui il processo breve sarebbe solamente un ricatto volto ad ottenere l’approvazione del legittimo impedimento.
«Perchè il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».
Ma le sorprese non finiscono qui: il legittimo impedimento sarebbe, anche per Taormina, una norma destinata ad essere bocciata dalla Corte Costituzionale. Ma lo scopo è un altro: l’approvazione del Lodo Alfano Bis come legge costituzionale, sarà proprio quest’ultimo a garantire definitivamente l’impunità al presidente del Consiglio:
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».
E ancora:
«Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».
Alessandro Gilioli racconta dell’intervista a Taormina:
Marco Travaglio parla delle ultime 4 leggi ad personam salva-Silvio:
Carlo Taormina comunque già lo scorso novembre aveva condannato il disegno di legge sul processo breve, definendolo vergognoso, criminale, criminogeno, ridicolo, un’imbecillità giuridica senza precedenti. Sembrano parole di Di Pietro, ma sono state scritte proprio da Taormina.
Devo ammettere che inizia a starmi meno antipatico.
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